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attività

Eccellenze campane = Deficienze campane

Deficienza = Mancanza (specificabile con in o di) che rende qualcosa inadeguato alle funzioni che deve espletare o al fine per cui è stato creato, più in generale, scarsità, carenza, lacuna.

Gianfranco Fino
Sapori dei Sassi
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William Kentridge Napoli 14 novembre 2009 20 gennaio 2010

english text

 

Ma cosa centra l’arte con il cibo… perché dedicare post ad artisti e non alle ricette?
Come ho già detto in altre pagine, l’arte ha un ruolo fondamentale nella mia vita ed è parte di me.
Non sono un artista, non sono un critico sono solo una persona estremamente sensibile che trae spunto, si confronta e rimane affascinato dal talento altrui.
William Kentridge è uno dei più grandi artisti viventi.
Da napoletano desidero ringraziare:
William Kentridge per l’attenzione che attraverso il suo lavoro ha riservato negli anni alla città di Napoli, soprattutto in un momento di totale devastazione come quello attuale.
Lia Rumma la cui tenacia ammirevole e capacità indiscussa hanno permesso la realizzazione di questa mostra.
Fabrizio Tramontano per il complesso lavoro di ricerca che solo lui poteva fare!
Inoltre gli staff della Galleria Lia Rumma, del Museo di Capodimonte, del Museo Madre e tutti coloro che hanno reso possibile questo evento.
Grazie!

 



Sabato 14 novembre alle ore 12, si inaugura al Museo di Capodimonte, la mostra “Strade della città (ed altri arazzi)”, allestita nel grande salone che ospita i Cinquecenteschi Arazzi d’Avalos. Al posto di tali opere storiche, William Kentridge collocherà undici arazzi -di cui sei monumentali di nuova produzione- bozzetti e disegni su documenti e mappe in originale del Regno di Napoli e piccole sculture di bronzo, concepiti e realizzati appositamente per la mostra.

Si tratta di opere legate alla serie degli Horse e Nose tapestries, proseguimento ideale della Porter Series, gruppo di lavori di dimensioni più contenute che presentano ombre in processione proiettate su carte geografiche, realizzati dall'artista a partire dal 2001.
Se la prima serie – dichiara l’artista - raffigurava “porters”, questa è equestre. Si tratta di figure equestri antieroiche, in una crociata senza speranza attraverso la storia, cavalieri e cavalli in cerca di una terra promessa, piuttosto che della Terra Promessa”.
Nei Nose tapestries si fa esplicito riferimento al breve racconto di Gogol Il naso, del 1836. Tristan Shandy di Sterne (1759) e Don Chischiotte di Cervantes (1601) gli antecedenti letterari di questo racconto che utilizza l’assurdo come espediente narrativo.
Nella storia di Gogol, il naso abbandona il volto del suo proprietario e assurge a maggiore autorità e prestigio di questi tentando di trasformarsi appunto in eroe equestre. Vengono descritti i tentativi dell'assessore di collegio Kovalèv di rintracciare e riappropriarsi del suo organo del senso, e delle parallele solitarie avventure di questo per le vie di San Pietroburgo.
Oltre alla “cartografia biblica” dell’Egitto e della Palestina, una decina di incisioni che ritraggono la città di Napoli e il suo territorio, rappresentano “il paesaggio di sfondo” delle avventure del “Naso” in veste di eroe equestre. Ciò a conferma del forte legame dell’artista - già regista ed autore nell’ottobre 2006 delle scene del “Flauto Magico” al Teatro San Carlo - con la città di Napoli, nei secoli terra di conquista e di soprusi, ma anche musa pittoresca e inquietante per le arti e la cultura.

MADRE, Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina
I am not me, the horse is not mine ”
Lecture/Performance con proiezione

Lo stesso giorno, alle ore 20, al Museo Madre di Napoli, l’artista terrà una conferenza in forma di performance accompagnata da una proiezione video, dal titolo “I am not me, the horse is not mine”. Il titolo di questo lavoro deriva da un’espressione contadina russa utilizzata per negare la colpa e usata da Bukharin, il fedele luogotenente di Lenin, in una seduta del Comitato Centrale del 1937 nel tentativo di sottrarsi alla “purga” staliniana, e infine, alla morte.
Dal palcoscenico del Madre, Kentridge leggerà alcuni frammenti estratti dalla trascrizione di questo processo sommario, e brani tratti dal citato romanzo di Gogol. Kentridge ha presentato questo lavoro per la prima volta nel 2008 alla Biennale di Sidney, insieme alla omonima installazione di 8 frammenti video.
Nel 1930 Il Naso viene trasposto in opera da Dimitri Šostakovič nel clima della repressione staliniana. A marzo del 2010 Kentridge curerà la regia e le scene dell’opera per il “Metropolitan Opera- Lincoln Centre” di New York.

Dal 1997, anno della sua partecipazione alla X edizione di Documenta a Kassel, le personali di William Kentridge (Johannesburg, 1955) ospitate nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo si sono moltiplicate, a cominciare dal MCA di San Diego (1998) e dal Museum of Modern Art di New York (1999). Nel 1998 il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles ha presentato una mostra antologica delle sue opere, che tra il 1998 e il 1999 si è spostata in altri musei europei. Una nuova retrospettiva delle sue opere, curata da Carolyn Christov-Bakargiev, è stata ospitata nel 2004 nelle sale del Castello di Rivoli e poi in molti altri musei in Europa, Canada, Australia e Sudafrica. Il 2009 ha segnato l’avvio di una nuova, grande mostra itinerante, che è partita da San Francisco e ha toccato vari musei del Texas, della Florida, il MoMA di New York, prima di passare in Europa.


Foto di Danilo Donzelli
courtesy Galleria Lia Rumma

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